Disturbi del Linguaggio

Disturbi del linguaggio in presenza di ipoacusia

Il bambino che nasce con una importante perdita dell’udito non impara a parlare spontaneamente. Solo un intervento precocissimo di corretta protesizzazione e di adeguata abilitazione può dare al bambino sordo la possibilità di comunicare con la voce.

Il processo di apprendimento del linguaggio verbale è lungo e impegnativo, deve coinvolgere la famiglia e la scuola che hanno il compito di sostenere e amplificare le tecniche apprese e i progressi ottenuti nel corso della abilitazione logopedica. Alla fine, il risultato è talmente incoraggiante ed entusiasmante che ogni impegno appare giustificato  dalla prospettiva di acquisire il linguaggio verbale, vero presupposto per una completa integrazione sociale e lavorativa.

Disturbi specifici del linguaggio

Alcuni bambini in età prescolare – sebbene dotati di adeguate capacità uditive – presentano un sensibile ritardo nella produzione della lingua parlata. Fattori ereditari o inadeguate stimolazioni linguistiche ambientali sono alla base di questo disturbo. Qualora il contatto con i coetanei nella Scuola dell’Infanzia non comporti un miglioramento progressivo è necessario un intervento logopedico specifico seguendo le tappe evolutive dello sviluppo fisiologico. In assenza di trattamento, il ritardo di linguaggio può evolvere verso difetti dell’articolazione e difficoltà nell’apprendimento della lettura e della scrittura.

Ritardi del linguaggio secondari a sindrome di Down, Sindromi neurologiche, ridotte prestazioni intellettive

Numerose situazioni patologiche genetiche, congenite o presenti fin dai primi mesi di vita si caratterizzano per la combinazione di modificazioni dell’aspetto fisico, dell’atteggiamento, delle abilità motorie o delle capacità intellettive con deficit più o meno rilevanti nell’area del linguaggio.

In questi casi complessi è necessario un approccio globale che da un lato stimoli il desiderio alla comunicazione e dall’altro fornisca gli strumenti per la sua realizzazione, anche in considerazione di eventuali deficit sensoriali associati (visivi, uditivi ecc.). Gli obiettivi da conseguire sono il raggiungimento della massima autonomia possibile nei comportamenti psicosociali basilari (cura della persona, alimentazione, igiene, gioco) e lo sviluppo di tutte le potenzialità relazionali, cognitive ed emotive per evitare il precipitare in condizioni di isolamento irreversibile.

Afasie

Danni vascolari, traumatici, tumorali, infettivi che interessino l’emisfero cerebrale dominante, provocano la perdita parziale o totale del linguaggio verbale.

Mentre nel bambino è possibile ottenere, sia pure lentamente, un recupero spesso totale, nell’adulto i risultati dipendono dall’entità del danno e dalla precocità della rieducazione logopedica, che deve continuare per diversi mesi. Ispirando fiducia nella possibilità di guarigione almeno parziale, la rieducazione deve stimolare la creazione di nuovi circuiti e di un sistema di organizzazione alternativo, che consentano di riacquistare gradualmente la comprensione e la produzione del linguaggio.

Disartrie

Le disartrie sono un gruppo di disturbi dell’articolazione del linguaggio dovuti a un difettoso funzionamento dei muscoli che normalmente concorrono a produrlo.

Lesioni del sistema nervoso, quali paralisi, danni al cervelletto, morbo di Parkinson, sono responsabili di complessi e spesso gravi quadri sintomatologici, per i quali la terapia neurologica è preminente. Valido ausilio per il miglioramento dei disturbi linguistici nelle forme progressive e per il recupero di una buona comunicazione verbale in quelle stazionarie, viene fornito da un opportuno trattamento logopedico.

Dislalie

Si definiscono dislalie i disturbi del linguaggio caratterizzati da difetti nella produzione di uno o più suoni consonantici: quelli più frequentemente interessati sono s, r, sc, l. Dopo aver escluso ovvero corretto eventuali cause organiche riguardanti la conformazione delle arcate dentarie, la lingua, il palato, ecc., è bene avviare un trattamento finalizzato a insegnare la corretta posizione per l’articolazione di ciascun fonema. I risultati, infatti, sono migliori nei bambini rispetto agli adulti, nei quali gli atteggiamenti sbagliati sono più difficili da eliminare.

Balbuzie

La comunicazione verbale può essere disturbata da blocchi di flusso o da ripetizioni spasmodiche delle prime sillabe di alcune parole: è la balbuzie, difetto del linguaggio a tutti noto e spesso oggetto d’ilarità e di derisione.

Per evitare la tendenza all’isolamento, il rifiuto di fare nuove conoscenze e le continue frustrazioni derivanti dalle difficoltà di parola nei rapporti sociali il trattamento logopedico va istituito precocemente.

L’arricchimento del vocabolario, la stimolazione dell’attenzione e della memoria nei confronti dei messaggi verbali, la regolazione del ritmo respiratorio consentiranno di migliorare le capacità espressive e di ottenere un sufficiente autocontrollo durante l’emissione vocale.